Pallone d’Oro: vince Messi davanti a van Dijk e Ronaldo

dall’inviato

Massimo Ciccognani

PARIGI E’ un rosso più blau…grana che reds quello del red carpet del teatro Chatelet, nel cuore di Parigi che stasera ha incoronato il Pallone d’Oro 2019. E a succedere a Luka Modric è Leo Messi che torna a distanza di quattro anni, sul gradino più alto. Una notte di stelle, impreziosita dall’aniimatrice, la bionda Sandy Heribert, che ha condotto la serata in compagnia di un grandissimo ex campione, quale l’ivoriano Didier Drogba. E sotto il cielo di Parigi, torna a brillare la stella di Leo Messi che nelle ultime tre stagioni, ha dapprima dovuto veder festeggiare l’eterno rivale Cristiano Ronaldo, poi la passata stagione fu la volta di Luka Modric, altro madridista. Stavolta ha messo la freccia, effettuato il sorpasso e vinto il sesto Pallone d’Oro della sua carriera. Una storia, quella del “Balon de Oro”, che si specchia nel nome degli eterni rivali, cinque trofei a testa. Fino a stasera. Le consuete fughe di notizie, sull’asse Spagna-Argentina, non lasciavano spazio all’inserimento Ronaldo, che a Parigi non si è presentato, preferendo il galà del Calcio di Milano. Un altro segnale che per lui sarebbe stata una notte difficilissima da digerire.

Divario netto Stravince Messi nella stagione meno brillante della sua carriera. Decisione  che inevitabilmente farà discutere se è vero che c’erano altri candidati che avrebbero potuto fare la voce grossa. Su tutti quel Virgil van Dijk che nella doppia sfida di Champions costata l’eliminazione del Barcellona, ha letteralmente annullato la Pulce, indelebile protagonista della cavalcata Liverpool nella conquista della Coppa dalle grandi Orecchie. Ma non è bastato all’olandese tutto questo, come non è bastato a Momo Salah per vincere, proprio nella stagione nella quale Messi ha conquistato solo la Liga. Per carità, le qualità di Leo Messi sarebbe delittuoso metterle in discussione, ma anche stavolta la meritocrazia è stata capovolta.  Messi ha vinto la Liga e segnato più di tutti in Europa (36 gol), ma nel torneo più importante si è fermato in semifinale. Solo quarto Cristiano Ronaldo, in leggera flessione tanto da vivere a Torino un momento poco brillante. Peccato non si sia presentato, incapace di digerire i piazzamenti che non siano vittorie.

La classifica finale Nessun italiano in gara, se non due calciatori militanti nel nostro campionato. Kalidou Koulibaly (Napoli) ha chuso al 24esimo posto, lo juventino De Ligt al 15esimo. E poi la top ten: decimo Marhez, nono Bernardo Sulvia, ottavo Robert Lewandowski autore di una stagione straordinaria in Bundesliga dove ha collezionato più gol che presenze segnando al ritmo di un gol ogni 63 minuti. Settimo Alisson Becker, sesto Mbappé, quinto Mono Salah. Quarto posto per Sadio Manè, terzo per il grande assente, ovvero Cristiano Ronaldo alle spalle di Virgil van Dijk. Con tanta amarezza per quel che poteva essere e non è stato. E quindi, il trionfo, il sesto in carriera, per Leo Messi.

Grazie a tutti Il sorriso della Pulce è tutto un programma. “voglio ringraziare tutti i giornalisti che mi hanno votato, più di 170, ma grazie anche ai miei compagni di squadra e della Nazionale. Ho vissuto un anno grandioso perché questo è il decimo anniversario del mio primo Pallone d’Oro. Allora avevo appena 22 anni ed era impensabile arrivare dove sono arrivato. In tutti questi anni non ho mai smesso di sognare, di fare quello che amo, di restare quello che sono. Certo, l’età avanza, ma proprio per questo mi gusto ancor di più questi momenti”.

Gli altri premi Fra le donne, un calcio che quest’anno ha conquistato tutti, podio indiscusso per la centravanti americana vincitrice dei seguitissimi mondiali di Francia, Megan Rapinoe, ormai icona per i difensori dei diritti di gay e lesbiche, oltre che oppositrice del presidente statunitense Donald Trump. E’ suo il secondo Pallone d’Oro della storia del calcio femminile, dopo il primo storico trofeo assegnato l’anno scorso alla norvegese Ada Hergerberg. Alisson Becker, portiere del Brasile e del Liverpool campione

d’Europa, ha vinto il trofeo Lev Yashin. “E’ un onore essere qui con questi grandi uomini e calciatori. Voglio ringraziare mia moglie e la mia famiglia. Vincere la Champions, trofei personali, mi fa sentire fortunato”.

E poi il Premio Kopa, quale miglior giorcatore Under 21, è andato allo juventino Matthijs De Ligt autore di una grandissima stagione con la maglia dell’Ajax (eliminata ai quarti proprio la Juventus.

“Sono orgoglioso e felice – ha detto lo juventino – Desidero ringraziare l’Ajax che mi ha insegnato moltissimo e il mio nuovo club, la Juventus, così come i miei compagni”.

Finite le premiazioni, il teatro comincia a svuotarmi, mentre ai lati del red carpet continua il pellegrinaggio dei tifosi. Ovazioni per Messi e per i parigini.

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