Juve, c’è il Sassuolo. Sarri non si fida: “Squadra pericolosa”

Andrea Riccardi

TORINO Quasi è passato in secondo piano il fatto che domani la Juventus giochi in casa contro il Sassuolo nella 14esima giornata di Serie A. All’Allianz Stadium di Torino, nella conferenza stampa della vigilia, è stato lo stesso Maurizio Sarri, verso la fine dell’incontro con i media, a chiedere che gli venisse posta una domanda sui neroverdi: “La partita è pericolosissima perché noi veniamo da una partita di campionato in cui abbiamo speso tanto e poi c’è stata la partita di Champions e quelle sono come sempre molto dispendiose. È una gara difficile perché il Sassuolo ha dei numeri superiori a quelli della classifica: è una squadra che gioca tantissimi palloni e va al tiro anche in trasferta con tanta facilità. Ha un allenatore giovane e forte e l’ho sempre detto. Anche in Inghilterra quando mi chiesero su quale giovane allenatore italiano avrei puntato risposi De Zerbi, diventerà un grande”. Prima della domanda sul Sassuolo l’attenzione era stata tutta concentrata sui singoli e in particolar modo sugli attaccanti, Ronaldo in primis: “Mal di testa ce l’ha chi ne ha tre scarsi, noi no”, ha risposto Sarri quando gli è stato chiesto se abbia difficoltà a scegliere tra le punte da mandare in campo.
Quindi su CR7 ha aggiunto: “Cristiano è una risorsa immensa, nell’ultima partita ha fatto bene a livello di resistenza, probabilmente deve crescere a livello di brillantezza. L’alternanza davanti mi sembra normale, stanno facendo tutti bene. Ieri Ronaldo ha fatto un bell’allenamento in parte con noi in parte personale, ma ho visto i dati ieri sera e ha fatto un allenamento notevole”. L’ex giocatore del Real Madrid soffre anche il fatto di non segnare da circa un mese: “Questi giocatori abituati a segnare, hanno sempre l’ansia di fare gol, vale per Ronaldo come per tutti gli altri giocatori abituati a fare gol. È normale che abbia un po’ di ansia e sono contento che ce l’abbia, può fargli bene”, ha risposto l’allenatore che sulla possibilità che qualcuno tra gli altri attaccanti si innervosisca per lasciar spazio a Ronaldo ha aggiunto: “La situazione era talmente chiara fin dall’inizio che non c’è motivo di nervosismo. Per Ronaldo è un qualcosa di diverso, non bisogna pensare che tutti i giocatori siano uguali perché non è così, lui è diverso dagli altri. Questi ragazzi hanno dimostrato che nel momento in cui accettano la situazione sono in grado di fare bene. Non vedo una problematica da questo punto di vista. Se i giocatori non lo accettassero sarebbe un problema per loro perché smetterebbero di far bene”.
E ancora una volta Sarri ha dovuto spiegare perché al momento il trio Dybala-Higuain-Ronaldo non possa coesistere in campo in contemporanea e in situazione normale: “Nel chiuso della Continassa abbiamo sempre avuto i tre impegni della settimana e non è che ci sia tempo per gli esperimenti – ha risposto quando gli è stato chiesto se li avesse provati insieme negli allenamenti -. Farli giocare tutti e tre insieme è problematico per le caratteristiche dei tre giocatori, ma è chiaro che nel momento di necessità sarà fatto”. Al momento però si va avanti con due punte e il trequartista e in questa posizione c’è tra le varie opzioni quella di Bernardeschi: “Sta bene, è a disposizione, è un giocatore che in questo momento è molto utile alla squadra perché ci dà qualcosa a livella difensivo. Ha grandi qualità tecniche e quindi gli si chiede di più”. Passando al centrocampo, nelle gerarchie è Emre Can ad essere più indietro ma un suo impiego domani è un’opzione: “Visto che lui in Europa non gioca per motivi di lista. Nelle partite post Europa se ci sono le condizioni viene fatto giocare come è successo a Lecce”.
Il motivo per cui sia finito alle spalle degli altri centrocampisti è stato ancora Sarri a raccontarlo: “Le valutazioni dipendono da quello che si chiede ai giocatori. Può darsi che le valutazioni in un momento della stagione non siano più le stesse di quelle dopo sei mesi. Se le scelte che ho fatto sono andate in quella direzione, vuol dire che alcuni si sono assoggettati più al mio gioco di altri”. Per la difesa è disponibile Alex Sandro mentre De Ligt è in crescita anche grazie al lavoro che svolge individualmente con l’ex Barzagli: “Andrea è una risorsa perché nella fase difensiva a livello individuale può insegnare tantissimo. È chiaro che al di là del lavoro che si può fare sul campo, se si mette un quarto d’ora a vedere i suoi filmati può venire fuori qualcosa di interessante poi, al di là di Barzagli, De Ligt si sta abituando al nostro modo di giocare”. Turn-over nel reparto arretrato dipenderà anche da come stanno i singoli: “Vediamo la situazione complessiva. Chi può aver bisogno di riposo. Cuadrado è fresco, Alex Sandro è in recupero e poi vediamo la situazione dei centrali e se c’è uno dei due che è uscito peggio”.
Infine una domanda sul Pallone d’Oro: “Io non so chi vincerà il Pallone d’oro. Se lo chiedete a me, penso e spero che lo vinca Ronaldo. Poi se non è così mi dispiace perché è un giocatore di livello, spero che De Ligt possa contendere la vittoria per quanto riguarda i giocatori giovani e penso che Dybala lo possa vincere in futuro anche se, scusate se lo dico, i premi individuali mi interssano poco, soprattutto se arrivano dai giornalisti”.

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