Higuain gela l’Inter: la Juve passa a San Siro e si prende la vetta

Massimo Ciccognani

MILANO Bello e senza un attimo di tregua, il Derby d’Italia. Inter e Juve non si risparmiano, vogliono vincere ma alla fine a sorridere è la squadra Campione d’Italia che batte i rivali di sempre al Meazza, mette la freccia e si prende la vetta della classifica. Dybala porta avanti la Juve, Lautaro la riprende, tutto nel primo tempo. In mezzo tante occasioni, da una parte e dall’altra. Poi nel finale, il guizzo vincente di Higuain.

Sarri mischia le carte Nessuna sorpresa al via in casa Inter, formazione tipo per Antonio Conte con D’Ambrosio preferito a Candreva. Stupisce invece Maurizio Sarri che dai primi undici toglie Higuain per inserire Dybala, fuori anche Ramsey e dentro Bernardeschi. Inter con il 3-5-2: Handanovic tra i pali, Godin, de Vrij e Skriniar dietro. In mezzo D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Sensi e Asamoah alle spalle di Lautaro Martinez e Romelu Lukaku. Sarri va avanti con il suo 4-3-3. Szczesny tra i pali, Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro dietro, in mezzo Khedira, Pjanic e  Matuidi. Attacco affidato a Bernardeschi, Dybala e Cristiano Ronaldo.

Botta e risposta E non c’è neppure il tempo di accomodarsi in tribuna e godersi lo spettacolo di San Siro, che la Juve mette la testa avanti. Pjanic vede l’inserimeno di Dybala e lo serve al millimetro. Skriniar è in ritardo, perde un tempo di gioco e permette all’argentino di colpire. Diagonale mancino dall’interno dell’area di rigore che fulmina Handanovic, non impeccabile in questa prima uscita. E Juve avanti. San Siro gelata, Inter che accusa il colpo tanto che la Juve imperversa sugli esterni con grande facilità. Ecco Ronaldo, si accentra da sinistra, poi scarica un gran destro che colpisce la parte superiore della traversa, ma appena pochi secondi prima Lautaro aveva gestito malissimo un pallone, servendo Lukaku murato da Bonucci. Che partita al Meazza. Inter stordita ma con la carica giusta. Barella e D’Ambrosio sfondano a destra, con l’ex Cagliari che la mette in mezzo, De Ligt interviene nettamente con il braccio ad allontanare il pallone dalla possibile presa di Lautaro. Rocchi non ha dubbi e fischia il rigore confermato istanti dopo dal var. Dal dischetto Lautaro non tradisce e l’Inter ritorna in sella: 1-1.

Ritmi alti La Juve fa densità in mezzo al campo cercando sempre l’anticipo, ma si gioca su sottili fili di equilibrio perché l’Inter è messa bene, incontra e riparte con i tempi giusti. Non c’è un attimo di tregua. Lukaku è straripante con la sua potenza fisica, bravo negli strappi, meno nel gestire il pallone e far salire la squadra, complice qualche problema fisico, Lautaro una scheggia nell’area bianconera. Giro palla immenso della Juve che riparte sempre dai piedi dell’illuminato Pjanic, Ronaldo ingaggia un duello d’altri tempi con Godin, ma non trova varchi. Sensi, colpito duro, non ce la fa e lascia il campo a Vecino. Tatticamente cambia nulla, ma la qualità dell’ex Sassuolo è difficile da compensare. Ed è una perdita fondamentale per gli equilibri dell’Inter.  La scelta di Dybala al posto di Higuain, premia le scelte di Sarri perché l’argentino si muove come una saetta nelle maglie della difesa nerazzurra che fatica. Duetto con Ronaldo che scarica un destro radente l’erba, Handanovic fa il suo. Ancora Dybala protagonista che serve una palla al bacio a centro aerea a Cristiano che infila sul primo palo. Tutto fermo, perché le immagini chiariscono in maniera inequivocabile la posizione di offside dell’argentino. Grande agonismo in campo, partita di estremo vigore. Uno a uno all’intervallo.

Equilibrio Parte meglio la Juve in avvio di ripresa con Conte che decide di cambiare, fuori l’acciaccato Godin, dentro Bastoni, mentre Dybala con le giuste scelte di tempo, continua a far breccia nella retroguardia nerazzurra. La Juve spinge: prima ci pensa Handanovic a murarlo poi, sulla ribattuta da terra, non inquadra la porta, mentre comincia a scaldarsi Higuain. E il Pipita tocca il campo con mezzora ancora da giocare al posto di Bernardeschi: è sarà la scelta che indirizzerà la partita. Entra anche Bentancur per Khedira. Adesso la Juve davanti è muscoli e qualità, pressa a tutto campo a togliere il respiro, l’Inter aspetta il momento buono per provare a colpire. Conte in panchina è una furia, quasi sempre fuori dall’area tecnica a guidare i suoi. Sandro salva tutto su Lautaro poi Bonucci manda giù Lukaku, Rocchi lascia correre. Sfortunato Vecino, gran giocata, la tocca De Ligt, palla sul palo. Non c’è un attimo di tregua, tocca a Ronaldo riportare la Juve nella metà campo nerazzurra. Rasoterra, Handanovic c’è. Sarri chiama fuori Dybala, dentro Emre Can per dare ancora più consistenza al centrocampo.

La decide Higuain Le scelte di Sarri premiano la Juve perchè Higuain è assatanato, regala peso e consistenza alla prima linea bianconera. Esce anche Lautaro per fare  spazio a Politano nell’Inter, mentre la Juve continua a spingere. Sarri e i suoi ci credono, come hanno fatto per tutta la partita. Ecco il guizzo quando alla fine del Derby d’Italia ne mancano appena dieci. Scarico di Ronaldo per Bentancur che filtra per Higuain che in area fa quello che sa fare: destro radente e Handanovic stavolta può farci nulla. Juve avanti tra lo sconforto nerazzurro. Su San Siro cala il gelo. L”Inter ci prova con la forza della disperazione nei quattro di recupero, ma non basta. Vince la Juve, si prende la vetta. Per l’Inter, dopo Barcellona, un’altra notte da dimenticare in fretta.

COLPO D’OCCHIO 

 

Francesco Totti e Paolo Bonolis n tribuna a San  Siro

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